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Umano chi legge

Umano chi legge, attività didattica per l’accoglienza a.s.2019/2020



“La Scuola apre mondi” (Massimo Recalcati, L’ora di lezione)



2019: cinquant’anni dall’allunaggio. La conquista della Luna, sognata osservata vagheggiata e descritta, divenne realtà il 20 luglio 1969. Avevo tre anni e non ricordo niente. Il segno di questa conquista è l’impronta dell’astronauta sulla superficie lunare. Infatti, lasciare un’impronta è un segno importante del nostro passaggio e spesso si usa questa metafora proprio per gli insegnanti che quanto più sono appassionati del proprio lavoro tanto più lasciano impronte. E le impronte hanno più senso al plurale che al singolare.

Se insegnare significa letteralmente, come abbiamo visto, lasciare un’impronta, una traccia, un segno nell’allievo, è perchè si esclude che la trasmissione possa ridursi a una clonazione, ovvero alla riproduzione passiva e conformistica della parola del maestro (M.Recalcati, cit.,p.109) 

Sono pienamente d’accordo con Recalcati, il suo L’ora di lezione mi ha tenuto compagnia in questa strana estate, di nuovo (non leggo mai un libro una volta sola) insieme ad altre letture. Credo sia una delle aspettative più alte, quella di lasciare un’impronta. Ci provo tutti i giorni, e confido sempre nel pieno successo, ma proprio perché legato a questo anniversario, l’anno scolastico 2019/2020 merita un’impronta speciale,  una bella impronta, di quelle che restano visibili per tanto tempo, come quella dell’uomo sulla luna.

Certo che, per lasciare un’impronta, bisognerebbe avere un motivo. Lo sanno bene tutti gli eroi e le eroine dell’avventura nello spazio….

Non so dire quando sia nata l’idea che cerco di spiegare in questo articolo, ma so esattamente perché: sembra che il nostro senso di umanità si sia smarrito, sembra che le parole cattive prevalgano sempre su quelle buone, sembra che si sia dimenticato il senso di comunità dove si guarda al bene di tutti, nessuno escluso. E questo tutti nel mondo in cui viviamo è un tutti senza confini.

Ma io cosa posso fare se so soltanto insegnare? Si può insegnare l’umanità a scuola? Lasciare una bella impronta umana da seguire? 

I primi giorni di ogni anno scolastico sono dedicati all’accoglienza, bella parola, un po’ in disuso, speriamo non diventi obsoleta. Posso inventarmi una bella attività per l’accoglienza, che lasci un’impronta, che sia emozionante per tutti, insegnanti e studenti.

Mi presento alla classe con lo strumento in assoluto più potente che ho: la mia voce.

Leggo ad alta voce alla classe un brano di letteratura che parli di umanità, leggo anche per tutta l’ora, prendo anche gli occhiali, tengo anche una bottiglietta d’acqua, forse tossisco, forse mi fermo ogni tanto, li guardo anche negli occhi i ragazzi e le ragazze, cammino tra i banchi, leggo dal tablet dal libro dal cellulare (non ho ancora deciso), ma leggo ad alta voce, tengo il ritmo, amplifico le parole importanti, ripeto, forse sbaglio e devo rileggere, non importa, ma leggo ad alta voce. 

Se l’alfabeto è un codice che bisogna conoscere per parlare, la parola è ciò che genera le infinite possibilità di questo codice. E’ questo il potere della letteratura e, più in generale, il potere della parola. Le parole sono vive, entrano nel corpo, bucano la pancia: possono essere pietre o bolle di sapone, foglie miracolose. Possono far innamorare o ferire. Le parole non sono solo mezzi per comunicare, le parole non sono solo il veicolo dell’informazione, come la pedagogia cognitivizzata del nostro tempo vorrebbe farci credere, ma sono corpo, carne, vita, desiderio (Recalcati, cit., p.90)

Ho dato a questa semplice attività per il primo giorno di scuola un titolo:

UMANO CHI LEGGE

Spero di poter aggregare attorno a questo titolo tanti insegnanti che il primo giorno, come me, vogliano entrare in classe e lasciare questa impronta. Presentarsi ai propri studenti e studentesse con la voce, farsi voce narrante di un testo che parli di umano e umanità, cominciare a segnare il cammino dell’anno scolastico che nasce con una bella lettura, per fare in modo che la voce di umanochilegge copra le brutture che, purtroppo, quotidianamente ci tocca sentire. 

Questa è la mia idea.

Sulla pagina Facebook @umanochilegge, giorno dopo giorno, indicherò le mie letture.

Se vi piace, copiate. Se avete voglia, collaborate segnalando altri brani. Se lo realizzate, ditemelo, mi fa piacere.

#umanochilegge, dunque, e buon vento per il nuovo anno a tutti.

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