Luca Scalzullo's podcast

Ascolta "Luca Scalzullo's podcast" su Spreaker.

la voce di paola - podcast

 

Ascolta "la voce di paola" su Spreaker.

Internet da non credere - Mimmo Aprile

Ascolta "Internet da non credere (Lo and Behold)" su Spreaker.

Teachker

Ascolta "Teachker" su Spreaker.

Home

Un podcast per promuovere le STEM

Te lo racconto così è un canale di Telegram che raccoglie i podcast di Mimmo AprileLuca Scalzullo e Paola Lisimberti pubblicati su Spreaker.

Un'idea nata nei tempi più difficili della fase 1, in quelle giornate lunghe e piene di sensazioni tutte nuove, tante ore trascorse al pc, tante chiamate, tante richieste, tanta stanchezza e quel qualcosa, come di mancanza, di incompiuto, che si sentiva dentro.

Si tratta di audioracconti nati per raggiungere gli studenti con uno strumento semplice, nella speranza di far loro compagnia, in primo luogo, poi per cogliere l'occasione per fare una cosa nuova.

Diverse e numerose sono le implicazioni didattiche nell'utilizzo del podcast, attengono alla creatività di ciascun insegnante. Io vorrei cominciare a tracciare una strada che magari qualcuno potrà continuare: promuovere le STEM con i racconti di Luca e di Mimmo.

Riflettere sull’evoluzione delle macchine significa, pertanto, comprendere che è proprio nelle pieghe delle complesse interazioni tra noi e loro che possiamo cercare di ricostruire le radici profonde di quell’animale culturale che è l’uomo. 

(Stefano Moriggi, autore di Connessi. Beati quelli che sapranno pensare con le macchine, Ariccia 2014)

 

Parliamo di donne, parliamo delle nostre ragazze in classe: come promuovere il loro interesse verso le discipline scientifiche? Come catturare la loro attenzione e far convergere lo sviluppo delle competenze nelle aree come matematica, scienze, tecnologia? Perché quelle abilità,  quelle conoscenze che pure vediamo svilupparsi di anno in anno, sotto i nostri occhi attenti, non si traducono in scelte consapevoli, percorsi di vita, orientamento e progetti per il futuro?

Sono convinta che la narrazione sia un'ottima carta da giocare per portare le nostre ragazze su altre frontiere. Soprattutto per convincerle a non rinunciare.

Ecco perché la scelta di Luca Scalzullo e Mimmo Aprile di dedicare spazio alle figure femminili nella storia del progresso scientifico può costituire un ottimo materiale per avvicinare le ragazze, catturare la loro attenzione, indicare loro questi modelli come testimoni di un mondo in cui le donne hanno fatto grandi cose. Far sentire loro che il mondo appartiene anche alle donne, che lo hanno cambiato.

Ascolta "Ada di Lovelace. L'immaginazione è la facoltà della scoperta, prima di tutto." su Spreaker.

Quali attività didattiche potrebbero ruotare intorno a questa storia? Penso, per esempio, alle ricostruzioni di contesto, realizzate attraverso la costruzione di timeline e la mappatura dei luoghi. Dopo aver conosciuto, però, Ada, come potrebbero le ragazze sentirla più vicina? Posare come lei, vestirsi come lei, immaginare come lei. Lo spazio all'interno del quale costruire questo innamoramento, questa comunicazione interiore tra Ada e le ragazze potrebbe essere il teatro: far scrivere un testo teatrale per diffondere, attraverso la drammatizzazione, tra gli studenti e le studentesse la bellissima e affascinante storia di questa intelligenza tutta femminile.

Osservando le studentesse al lavoro in aula di robotica LEIS (Lego Education Innovation Studio), ho notato che le ragazze, inizialmente, hanno difficoltà a prendere l'iniziativa e che i ragazzi tendono ad isolarsi in team aggregati "per genere", tenendo lontane le ragazze. In un contesto in cui ci sono le macchine, i ragazzi non riconoscono la leadership femminile, qualora si manifestasse, e per una ragazza è difficilissimo convincerli di sapersi occupare sia di hardware che di software.

 Ascolta "HEDI LAMARR - La scienziata più bella" su Spreaker.

E se sei bella è anche peggio!

Una maggiore autonomia le studentesse la raggiungono nel momento in cui si passa alla fase della programmazione: dimostrano attitudini e qualità diverse ma complementari a quelle degli studenti maschi. Soprattutto, le ragazze sono resilienti, capaci di attivare dinamiche positive nella risoluzione di problemi, riconoscere elementi di forza. Le ragazze non hanno paura di rimettere in gioco tutto, di smontare e rimontare, programmare e riprogrammare. Una cosa non appartiene alle ragazze: difficilmente si mettono in competizione.

La storia della scienza è fatta anche dalle donne, ma qualche volta le storie sono amare. Come quella di Mileva Maric, la prima moglie di Einstein, che Luca Scalzullo ha raccontato in una dimensione umana, senza aver paura di scavare nelle debolezze e nelle miserie che i rancori si portano dietro.

In tutte le cose che fanno, le donne portano i sogni. Nella scuola bisogna trovare il modo di accogliere questi sogni.

Penso ad Arianna, ora ingegnere biomedico, a quanto sognava.

 

 

Stampa Email

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.

Ok