Didattica

Innovazione

Un podcast per promuovere le STEM

Te lo racconto così è un canale di Telegram che raccoglie i podcast di Mimmo AprileLuca Scalzullo e Paola Lisimberti pubblicati su Spreaker.

Un'idea nata nei tempi più difficili della fase 1, in quelle giornate lunghe e piene di sensazioni tutte nuove, tante ore trascorse al pc, tante chiamate, tante richieste, tanta stanchezza e quel qualcosa, come di mancanza, di incompiuto, che si sentiva dentro.

Si tratta di audioracconti nati per raggiungere gli studenti con uno strumento semplice, nella speranza di far loro compagnia, in primo luogo, poi per cogliere l'occasione per fare una cosa nuova.

Diverse e numerose sono le implicazioni didattiche nell'utilizzo del podcast, attengono alla creatività di ciascun insegnante. Io vorrei cominciare a tracciare una strada che magari qualcuno potrà continuare: promuovere le STEM con i racconti di Luca e di Mimmo.

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Il digitale come plug-in della didattica

Un plug-in, tecnicamente, in Informatica rappresenta una estensione di funzionalità non autonome di un programma principale. Ne estende, quindi, le potenzialità, non le aggiorna, come, invece, fa una patch, ossia una porzione di codice progettato per aggiornare l'esistente.

In epoca di emergenza Covid-19 (alias coronavirus), invece, il mondo della scuola sembra aver improvvisamente scoperto l'importanza delle tecnologie ma, invece che usarle a supporto della didattica, le sta usando per aggiornare una versione precedente di se stessa. Come farebbe una patch, appunto. 

Faccio un salto indietro nel tempo e mi ritrovo nel 2008. 12 anni fa. 
Sembra una fiction che va in onda sulle reti Rai in questi stessi giorni ma non è così.

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Ci vorrebbe una didattica slow

Cosa è successo? Stavo leggendo Era una notte buia e tempestosa e poi si è spento tutto.

Ricordo come in un sogno i nostri occhi che si incrociano, colleghi, occhi interroganti, i primi provvedimenti che si affastellano, le prime decisioni da prendere, l’ultima volta che ho parcheggiato l’auto nel cortile della scuola. Poi la scrivania, gli auricolari, occhiali, il pc, lo smartphone, caricabatterie, cuffie, modem, iPad, chiavette, appunti, libri, burro di cacao, il collirio, acqua, un cavalletto per reggere lo smartphone, la piastra per i capelli. Fuori la paura.

È cambiato tutto.

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Io, Internet e Primo Levi

Chi ha bisogno di punirsi trova occasioni dappertutto.

(P.Levi, A fin di bene, in Vizio di forma, Tutti i racconti, a cura di M. Belpoliti, Einaudi 2006)

 

Cosa raccontare in una classe oggi, 29 ottobre, mentre stanno cercando il significato di una parola sullo smartphone?

“Gergale, cerchiamo insieme cosa significa, andiamo su Treccani.it” dice l’insegnante.

Link, download, cerca, condividi, connessione, rete, web, internet, wi-fi, app: sono solo alcune delle parole delle quali non si potrebbe più fare a meno. Ma c’è una parola sottesa a tutte: velocità.

 

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Insegnare un lessico per capire il presente

Anno scolastico iniziato. Si entra nel vivo già dalla prima settimana. Qualcuno già corre ancora inseguito dal programma. Qualcuno già pensa allo scrutinio. Qualcuno non ha ancora iniziato perché mancano gli insegnanti. E poi ci sono quelli che si ostinano, quelli che guardano sempre all'aria che riempie il bicchiere pieno d'acqua per metà. Ed il bicchiere è sempre pieno. Tra quelli che si ostinano ci sono anche io, ma non sono sola. L'ostinazione si esercita soprattutto nella ricerca di tutte quelle chiavi che aprono le porte della vita, in modo che quello che si studia a scuola, gli autori che si leggono, le poesie che si analizzano, le cose che si imparano, siano davvero per studenti e studentesse un patrimonio da custodire e mettere a frutto quando saranno fuori, nella vita vera, nel mondo reale. Ve lo dico così, semplicemente, altrove si parlerebbe di competenze di cittadinanza, digitali e di comprensione di testi scritti di varia natura. Ma io ve lo racconto diversamente, perché raccontato in didattichese è piuttosto noioso.

Dal 7 al 13 ottobre si svolge ad Ostuni il festival della cooperazione internazionale, una di quelle cose che si devono annoverare tra le cose belle, coordinato dal dott. Francesco Colizzi, uomo di grande umanità ed esperienza straordinaria.

Un programma nutrito di eventi, incontri, scambi: la scuola non può restare a guardare, non può continuare a vivere delle sole cose che stanno sui libri di testo. Bisogna trovare il modo di ampliare gli orizzonti, aprire le finestre, trovare le chiavi. E incontrando Gianluca Solla e il volume Lessico della crisi e del possibile. Cento lemmi per praticare il presente, a cura di F.O.Dubosc, potremo dare ai nostri studenti qualche chiave.


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